TSO, nuovo dubbio di costituzionalità: il Tribunale di Firenze rinvia gli atti alla Corte Costituzionale

TSO incostituzionale

Il CCDU: «Non bastano i "rattoppi" legislativi. Serve una riforma radicale che superi il modello coercitivo in favore del rispetto dei diritti umani e della Convenzione ONU.»

FIRENZE – Non si placa la tempesta giuridica attorno al Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) in Italia. A soli diciotto mesi dalla storica ordinanza della Corte di Cassazione che ne aveva già sancito l'incostituzionalità parziale, il Tribunale di Firenze, chiamato a giudicare su una richiesta di annullamento di TSO, ha sollevato un nuovo, pesante dubbio di legittimità, disponendo lo scorso 3 dicembre 2025 il rinvio degli atti alla Consulta.

Le criticità: il diritto alla difesa negato

Al centro del nuovo contenzioso vi è la violazione dell’Articolo 24 della Costituzione. Secondo i giudici fiorentini, l'attuale normativa risulta carente e potenzialmente illegittima laddove non garantisce tutele fondamentali al paziente, quali:

  • L'obbligo di informare il paziente della facoltà di nominare un difensore.
  • La notifica dell'ordinanza del Sindaco anche al legale rappresentante.
  • La necessaria presenza del difensore durante l'audizione davanti al Giudice Tutelare.

Un sistema "inefficace per natura"

Già le modifiche apportate nel 2024, che introducevano il diritto di comparire davanti al giudice, sono state ampiamente criticate dalla società civile. Il problema risiede nella tempistica: l'udienza può avvenire fino a quattro giorni dopo l'inizio del trattamento. In questo intervallo, il paziente viene spesso sottoposto a pesanti sedazioni che, di fatto, annullano la sua capacità di argomentare validamente le proprie ragioni, rendendo la partecipazione al contraddittorio una mera formalità svuotata di sostanza.

La posizione del CCDU: verso una vera implementazione del modello Basaglia

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), associazione di volontariato attiva nella tutela della salute mentale, accoglie con favore l'iniziativa dei giudici toscani e ribadisce l'urgenza di un cambio di paradigma definitivo.

"Invece di limitarsi a 'rattoppare' una legge intrinsecamente fallace, è tempo di una riforma radicale", dichiara il Comitato. "Dobbiamo allinearci alle raccomandazioni congiunte ONU/OMS e alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità. È necessario abbandonare il modello coercitivo-sedativo per adottare un approccio umano e sociale. Solo così il sogno di Basaglia diventerà finalmente realtà."

Il CCDU auspica che questo nuovo pronunciamento sia l'occasione per avviare un dibattito legislativo serio verso la definitiva trasformazione dei servizi di salute mentale in Italia.

L’ordinanza del Tribunale di Firenze si trova qui: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/04/26C00038/S1 

Condividi con